
Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Direzione Generale
per lo studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazione
LINEE GUIDA
PER LE ATTIVITA’ DI EDUCAZIONE
FISICA,
MOTORIA E SPORTIVA
NELLE SCUOLE SECONDARIE
DI PRIMO E SECONDO GRADO
Questo Ministero ha assunto la
determinazione di intraprendere azioni volte a migliorare la qualità del
servizio inerente alle attività motorie, fisiche e sportive nelle scuole di
ogni ordine e grado. A tale fine intende procedere ad una rivisitazione globale
dell’organizzazione del settore
proponendo formule organizzative innovative ritenute idonee a perseguire
gli obiettivi strategici che vengono esplicitati nel presente documento che
intende fornire linee guida per una ristrutturazione degli assetti dello
specifico settore formativo.
P R E M E S S A
La scuola, soprattutto a seguito
dell’introduzione dell’autonomia, è sempre più primario punto di riferimento
per la famiglia e per la società; il tempo che il giovane trascorre all’interno
dell’istruzione è determinante per lo sviluppo delle sue capacità e
potenzialità.
Continua altresì ad aumentare la
richiesta, da parte delle famiglie di una scuola che sia un centro
educativo il cui intervento vada oltre
gli ambiti disciplinari ed affronti con i ragazzi tematiche di carattere etico
e sociale guidandoli all’acquisizione di valori e stili di vita positivi.
Attualmente infatti, emerge una
preoccupante situazione di disagio dei giovani inseriti nella complessa realtà
di un mondo globalizzato che li rende sempre più fragili e disorientati
aumentando i problemi di comunicazione con gli adulti.
Le difficoltà nel comportamento,
l’ansia da prestazione, l’insicurezza di fronte alle situazioni da risolvere,
l’attenzione sempre più ridotta, l’incapacità di orientarsi, unitamente ad
un’allarmante aumento dei disturbi specifici dell’apprendimento, sono
caratteristiche molto frequenti nei nostri giovani al punto da essere state
ufficialmente codificate come difficoltà concrete nel rapportarsi con il mondo
esterno e con se stessi. Aumenta nei giovani la ricerca di stimoli forti, senza
la consapevolezza delle possibili e spesso tragiche conseguenze che possono
derivarne: la diffusione di episodi sempre più gravi di bullismo, di forme di dipendenza
come l’alcolismo, il tabagismo e il doping .
Contestualmente si rileva una
persistenza delle percentuali di abbandono scolastico ed una precoce rinuncia
all’attività sportiva. E’ importante notare come le esperienze ludico-motorie
siano significativamente diminuite causando nei giovani una scarsa percezione
del proprio corpo che compromette l’equilibrato sviluppo delle loro capacità
motorie, fondamentali per l’incremento della conoscenza e dei concetti astratti
e che, inevitabilmente, provoca in loro una cattiva accettazione di se stessi.
Infine è crescente la preoccupazione
per l’adozione di non corretti stili di vita sempre più sedentari e per una
cattiva alimentazione, che determinano un aumento considerevole dei casi di
obesità e delle malattie ad essa collegate.
Per consentire ad ogni giovane di
affrontare queste situazioni è necessario aiutarlo a vivere il proprio corpo
con maggiore serenità e fiducia, a sapersi confrontare con gli altri per
affrontare esperienze in comune e a saper essere squadra con spirito positivo.
E’ ormai unanimemente riconosciuto che lo sport è uno
degli strumenti più efficaci per aiutare i giovani ad affrontare situazioni che
ne favoriscano la crescita psicologica,
emotiva, sociale, oltre che fisica.
Lo sport, infatti, richiede alla
persona di mettersi in gioco in modo totale e lo stimola a trovare gli
strumenti e le strategie per affrontare e superare le proprie difficoltà.
Consapevole della forte valenza
educativa dello sport questo Ministero intende realizzare un ampio piano di
intervento per potenziare l’attività sportiva scolastica e conferire alla
stessa carattere di continuità nel corso dell’intero anno scolastico e nel
complessivo percorso educativo degli anni di scolarità.
Il nodo più difficile ed urgente da sciogliere,
come peraltro le ricerche condotte evidenziano, è un maggior coinvolgimento
degli studenti nelle attività sportive in termini sia di interesse sia di
partecipazione. Tale problema può essere più facilmente affrontato e risolto
con un maggiore e più strutturato coinvolgimento del mondo della scuola.
Allo sport scolastico viene quindi
affidato il compito di sviluppare una nuova cultura sportiva e di contribuire
ad aumentare il senso civico degli studenti, migliorare l’aggregazione,
l’integrazione e la socializzazione, e, non da ultimo, ridurre le distanze che
ancora esistono tra lo sport maschile e lo sport femminile. Inoltre innovative
formule di organizzazione e gestione dovranno consentire agli studenti di
trovare un proprio ruolo anche in ruoli diversi da quello di atleta come, ad
esempio, quello di giudice e di arbitro.
Riconosciuto che il profondo senso
educativo dello sport sta proprio nel fatto che tutti i partecipanti, con i
loro diversi ruoli, rispettano le regole che essi stessi hanno accettato e
condiviso, la scuola deve farsi interprete di un nuovo progetto di sport
scolastico che favorisca l’inclusione anche delle fasce più deboli e disagiate
presenti fra i giovani.
L’attività sportiva scolastica, come
organizzata fino ad oggi, ha corrisposto solo in parte ai risultati attesi sul
piano educativo. Volendo aiutare i giovani a vivere la competizione come
momento di verifica di se stessi e non come scontro o aggressione
dell’avversario si devono creare condizioni perché ci sia un’educazione alla competizione e si sviluppi la capacità
di vivere correttamente la vittoria ed elaborare la sconfitta in funzione di un
miglioramento personale.
Tali obiettivi possono essere
perseguiti con una riorganizzazione dell’avviamento alla pratica sportiva secondo
una nuova formula mirata a conseguire incrementi delle attività a livello di
scuola e territoriale per fasce più ampie di studenti e su diversificazioni per
lo sport di eccellenza.
L’attività sportiva si concretizza
dunque come momento di verifica in itinere di un lavoro svolto con continuità
dai docenti di educazione fisica nelle proprie scuole. Questa continuità va
perseguita tendenzialmente nei confronti di tutti gli alunni, compresi quelli
con disabilità, nei confronti dei quali va anzi posta una particolare
attenzione in ragione del notevole contributo che l’attività sportiva può
portare ad una piena integrazione scolastica degli stessi nonché alla loro
crescita umana.
Si tratta di compiti particolarmente
importanti e di grande responsabilità, che debbono essere svolti dai docenti di
educazione fisica e che debbono trovare un forte riconoscimento nell’attività
progettuale di ogni istituzione scolastica.
Un piano nazionale di riorganizzazione
della pratica sportiva all’interno della scuola chiama in causa anche gli
organi dell’amministrazione scolastica, sia centrali che periferici, in uno
sforzo operativo verticale da porre a garanzia dell’effettiva realizzazione del
piano stesso.
UNA DIVERSA ORGANIZZAZIONE DELLO SPORT SCOLASTICO
Innovare le formule organizzative per
svolgere attività sportive nelle istituzioni scolastiche significa costruire un
circuito strutturato a misura di ogni partecipante, sia sotto il profilo della
promozione di attività motorie per tutti, ponendo doverosa attenzione anche ai
disabili, sia sotto il profilo della valorizzazione delle eccellenze.
Per fornire alle attività una
continuità temporale ed una verticalità nel corso di tutti gli anni della
scuola secondaria, appare necessario prevedere l’organizzazione di momenti
sportivi nelle singole scuole nonché nei vari livelli territoriali, sia nelle
discipline di squadra che in quelle individuali.
Uno sport scolastico organizzato,
all’interno delle istituzioni, consentirà anche di realizzare efficaci
interazioni con gli enti territoriali e gli organismi sportivi operanti sul
territorio con i quali, nel rispetto dei reciproci fini istituzionali che
devono rendersi complementari e non alternativi, vanno instaurate sinergie
compartecipative dalle quali potrà scaturire una significativa ottimizzazione
nell’utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie.
Nell’avviamento alla pratica sportiva
delle studentesse e degli studenti, tutte le discipline debbono avere pari
dignità, senza scelte precostituite imposte dall’alto, che mirino a
privilegiare quelle più seguite dalla popolazione adulta.
L’adesione dell’Italia all’I.S.F.
(International School Federation) postula la pratica delle discipline che in
tale ambito sono presenti.
Tuttavia ciò non può costituire il fine
della presenza dello sport nella scuola, che deve essere la naturale
conseguenza della libera scelta delle varie discipline da parte degli studenti,
supportata dall’attenta azione di orientamento svolta dai docenti di educazione
fisica sulla base di una scientifica rilevazione delle attitudini e delle
vocazioni dei singoli alunni.
Le scelte che saranno operate dalle
scuole nel quadro degli indirizzi nazionali dovranno trovare collocazione nel
Piano dell’offerta formativa di ciascuna istituzione, essendo la pratica
sportiva elemento costitutivo del complessivo processo educativo e non momento
accessorio privo di respiro interdisciplinare.
I CENTRI SPORTIVI SCOLASTICI E L’UTILIZZO DELLE
ORE AGGIUNTIVE
Riorganizzare
la pratica sportiva nella scuola comporta un utilizzo di queste ore corretto,
trasparente e finalizzato a conseguire risultati sistemici. Per convogliare
efficacemente le relative risorse finanziarie occorre che le istituzioni
scolastiche si dotino di una struttura organizzativa interna che possa far
nascere, accompagnare e sviluppare la pratica sportiva.
La formula
organizzativa cui si affida la risposta concreta alla volontà di ampliamento e
riqualificazione dell’attività motoria, fisica e sportiva giovanile è quella
della istituzione dei CENTRI SPORTIVI SCOLASTICI, da intendersi come struttura
organizzata all’interno della scuola, finalizzata all’organizzazione
dell’attività sportiva scolastica. La loro costituzione presso le scuole
secondarie è autonomamente deliberata e non ha alcun carattere di
obbligatorietà. Le scuole potranno liberamente decidere di costituirli
rispettando le procedure e coinvolgendo gli organi di istituto, individuali e
collegiali, ai quali la normativa vigente affida la formazione e la
manifestazione delle deliberazioni.
Compito dei
C.S.S. è quello di programmare ed organizzare iniziative ed attività coerenti
con le finalità e gli obiettivi del progetto nazionale, in funzione della
propria realtà e delle proprie risorse. Soggetti di tale forma associativa
interna saranno i docenti di educazione fisica fra i quali il Dirigente
scolastico, nell’esercizio delle proprie prerogative di stato giuridico
relative al migliore utilizzo delle risorse umane disponibili, nominerà quello
incaricato del coordinamento del Centro Sportivo. Le attività proposte e
approvate dai competenti organi collegiali nell’ambito delle rispettive
competenze, saranno inserite, come già ricordato, nel Piano dell’offerta
formativa, rendendosi così parte integrante dello stesso.
Il
responsabile del C.S.S., in collaborazione con i colleghi di Educazione fisica,
dovrà realizzare un programma didattico-sportivo relativo a tutte le iniziative
da proporre agli studenti durante l’anno scolastico. Il progetto quantificherà
anche gli oneri finanziari della sua realizzazione, necessari per avanzare la
richiesta di accesso ai fondi delle ore di avviamento alla pratica sportiva, il
cui finanziamento avverrà nei limiti delle risorse destinabili a livello
nazionale.
Gli studenti
manifesteranno la loro libera volontà di aderire alle attività proposte
indicando le discipline sportive che intendono praticare. E’ auspicabile che le
scelte riguardino più discipline, per favorire l’orientamento anche verso
l’attività sportiva extrascolastica e verso la sua prosecuzione oltre l’età di
scolarizzazione
L’adesione
alle attività rende gli studenti soggetti dell’associazione il cui funzionamento
potrà essere oggetto di specifico regolamento autonomamente deliberato dalle
scuole che riterranno di adottare la
formula organizzativa proposta.
Le scuole
hanno consolidato negli anni una vasta esperienza nell’utilizzo delle ore di
avviamento alla pratica sportiva. Nel momento in cui alle stesse si affida il
ruolo di strumento a supporto di un piano nazionale di riqualificazione
dell’offerta si ritiene opportuno richiamarne i tratti finalistici essenziali
affinché assumano caratteristiche di investimento educativo e finanziario.
Queste ore
hanno carattere frontale e debbono essere utilizzate non in modo episodico, ma
con carattere di continuità per tutto l’anno, con l’obiettivo di creare negli
alunni un’abitudine sportiva nello stile di vita e permettere loro di
percepirla come una attività regolare e tendenzialmente quotidiana. Deve
rappresentare una forma di sensibilizzazione al movimento e stimolare gli
alunni ad avvicinarsi allo sport interiorizzandone i principi e i valori
educativi ad esso sottesi. L’acquisizione di stili di vita di cui lo sport
costituisca parte integrante favorirà l’arricchimento della pratica sportiva
anche con esperienze extrascolastiche e la loro prosecuzione anche oltre l’età di scolarizzazione con
benefici per tutto lo sport nazionale.
Le attività
svolte devono favorire la partecipazione alle manifestazioni sportive
studentesche nei vari livelli territoriali e il lavoro svolto dagli alunni deve
essere certificato nel quadro delle competenze definite al termine della
frequenza dei cicli scolastici.
L’utilizzo di
queste ore nella scuola deve essere adeguatamente registrato e documentato per
verificare la partecipazione degli alunni e l’articolazione delle attività.
Esso deve essere monitorato e rendicontato dai dirigenti scolastici e
comunicato ai competenti organi territoriali per consentire all’Amministrazione
di analizzare i dati, rilevare fabbisogni, valutare la necessità di eventuali
variazioni di linee di politica amministrativa e ottimizzare l’utilizzo delle
risorse finanziarie.
L’istituzione
dei CSS vuole essere un segnale molto forte per la diffusione dello sport
scolastico come momento educativo, formativo e dello stare bene a scuola.
Il ruolo del docente di Educazione fisica diventa
fondamentale per il raggiungimento delle finalità e degli obiettivi del
progetto.
L’opera
costante del docente di Educazione fisica attribuirà allo sport una maggiore
funzione formativa e lo stesso, nella sua qualità di educatore, potrà
utilizzare lo sport per sviluppare al meglio le capacità di ogni alunno
attraverso l’adozione di sani stili di vita.
Riconosciuto
dagli studenti anche come insegnante-preparatore, potrà contribuire a far
risaltare le qualità sportive di ogni allievo, soprattutto di quelli che
ritengono di non avere alcuna attitudine e che non praticano in modo
continuativo sport.
IL RUOLO DEGLI UFFICI DELL’AMMINISTRAZIONE
SCOLASTICA
Un contributo indispensabile alla
progettazione e alla realizzazione del progetto nazionale di valorizzazione
dello sport nelle scuole deve essere offerto dal Coordinatore di educazione
fisica il quale dispone della professionalità e delle competenze necessarie per
aiutare le scuole a mobilitare le risorse e verificarne la corretta ricaduta
educativa. Gli uffici territoriali di educazione fisica, rispetto ai quali i
Direttori Generali Regionali attiveranno ogni possibile sforzo, compatibile con
la situazione di contesto generale, finalizzato a fornire una struttura
operativa adeguata alla rinnovata valenza operativa della figura, fungeranno da
consulenti e da facilitatori del raccordo scuole-territorio. Particolare cura
dovrà essere posta da parte degli stessi a stimolare la formazione di reti di
scuole per agevolare le sinergie con l’esterno e per ottimizzare ulteriormente
l’uso delle risorse. Essi instaureranno altresì rapporti con gli enti locali
coordinando in un’ottica sistemica le analoghe relazioni che le scuole
intrattengono nella loro autonomia. A tale azione non è estraneo anche
l’obiettivo di diffondere la pratica dei campus sportivi estivi, significativo
momento di aggregazione sociale e garanzia di ulteriore continuità della
pratica sportiva anche oltre il periodo dell’anno scolastico dedicato alle
attività didattiche.
Particolare rilievo dovrà essere
attribuito dai Coordinatori alla verifica dei mezzi finanziari utilizzati dalla
scuola monitorando costantemente l’effettivo utilizzo delle ore eccedenti e la
loro rispondenza alle finalità e agli obiettivi del progetto nazionale.
I Direttori Generali regionali, dai
quali funzionalmente dipendono tali figure professionali, ne supporteranno
l’azione e si faranno carico di diffondere tra le scuole le presenti linee
guida per favorirne la realizzazione.
I dati acquisiti e le valutazioni da
loro formulate saranno trasmessi ed elaborati da un Coordinatore a livello
regionale, che i titolari degli uffici scolastici regionali avranno cura di
nominare affidando l’incarico ad uno dei Coordinatori presenti sul territorio
di competenza, o ad un dirigente del proprio ufficio appositamente designato.
Al Coordinatore regionale potranno
essere affidate anche funzioni di valenza professionalmente più ampia sulle
aree delle politiche giovanili al fine di fornire alle attività sportive un
collegamento funzionale con tutte quelle attività scolastiche trasversali al
curricolo che veicolano i medesimi valori che si legano allo sport.
La guida del progetto e
l’individuazione delle sue linee di politica amministrativa sono affidate alla
Direzione Generale per lo studente che si relazionerà costantemente con i
Coordinatori regionali al fine di disporre di
un quadro nazionale delle attività dal quale trarre linee di intervento
nazionali. Il succitato ufficio centrale potrà avvalersi della collaborazione
di apposito gruppo di lavoro per tutte le esigenze operative scaturenti dal
progetto ed individuerà, con
Il progetto avrà un avvio sperimentale
della durata di tre anni nel corso dei quali, sulla base delle indicazioni
fornite dall’esperienza concreta, potranno peraltro essere apportati i
correttivi eventualmente necessari e introdotte ulteriori misure idonee a
consolidare l’innovazione organizzativa. Tale ultimo aspetto attiene
principalmente agli aspetti organizzativi di livello nazionale che potranno
gradualmente evolversi verso la costituzione di organismi associativi
strutturati, con funzioni di coordinamento e raccordo dei centri sportivi scolastici
che risulteranno attivati in ciascun contesto territoriale.
Su tutte le proposte che nasceranno da
questo progetto sarà perseguita la condivisione del C.O.N.I., delle Federazioni
sportive, degli Enti di promozione sportiva, nonché del C.I.P. per gli aspetti
di specifico interesse, sulla base dei Protocolli di intesa stipulati.
IL
MINISTRO
Mariastella Gelmini